| Il Tradimento e le tre figure che lo compongono: lui, lei l’altro! Argomento trattato al Salotto di Eliana del 24 giugno 2008 | |
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Al Salotto di Eliana del 24 giugno scorso, tenutosi presso la nostra sede con la psicologa Katia Scalisi e un gruppo di iscritti del club si è parlato di tradimento: argomento abusato sotto ogni punto di vista e “speculato” dai mass media, negli ultimi decenni, attraverso ogni sua forma. Ma l’origine del tradimento è antichissima, potremmo dire che nasce con la nascita dell’individua stesso. Il significato originario della parola tradimento viene dal latino tradere, equivalente in italiano a consegnare, inteso nel significato di consegnare ai nemici. Ed infatti, il tradimento consegna la parte del noi che l'altro ha investito nella relazione, ad un altra persona. Il noi privato della presenza dell'altro, è come se di colpo si disintegrasse lasciando soli l'Io ed il Tu. Oggi giorno il mondo della scienza normalizza il fenomeno dichiarando apertamente che l’istinto di “rapina” è presento in ogni persona. Si cerca spesso l’evasione dalla routine della coppia, da problemi legati alla quotidianità. In questo senso il tradimento può essere visto anche come benefico sia per la coppia che per il singolo per rafforzare il rapporto e superare ostacoli che prima non si riuscivano a sormontare. In realtà si tratta di un’esperienza spesso dolorosa soprattutto per il tradito che viene a conoscenza del fatto. Ma anche gli altri attori (il traditore e l’altro/a) sono attraversati da una serie di emozioni e sensazioni a volte molto forti che variano, certamente, a seconda delle situazioni e del carattere degli astanti. Ci sono i traditori che vengono attraversati dal senso di colpa, coloro che invece si sentono fortificati da questa esperienza di trasgressione, sentendosi vivi e attivi. Ed il ruolo dell’altro? Può essere una persona perdutamente innamorata, o una persona che non sente di volere o meritare una storia tradizionale in quel momento. I sentimenti che in genere attraversano il suo animo sono la rabbia, l’umiliazione, il rifiuto e la speranza di poter un giorno diventare il numero uno nella relazione (cosa che raramente accade). Tradizionalmente il ruolo del traditore è stato una prerogativa maschile, ma negli ultimi anni, le statistiche affermano che si sta diffondendo molto anche fra il gentil sesso con varie forme, le maggiori delle quali sono rappresentate dai tradimenti virtuali con le chat ed internet. Occorre poi fare una diversificazione tra la “scappatella” e il tradimento vero e proprio e quindi le motivazioni che posso indurre l’uno o l’altro. C’è che è assolutamente categorico e sostiene che non vi è differenza tra l’una e l’altra forma e che non possono essere accettati. Qualcun altro invece più “clemente” pensa che la scappatella possa essere legata ad un momento particolare della storia d’amore e che non pregiudichi il rapporto, se recuperato e perdonato, mentre il tradimento come storia parallela è un’altra cosa. Sicuramente a monte ci sono dei problemi grandi nella coppia e ancor di più nel traditore, nella sua personalità. Si tratta di una persona immatura, egoista, che non vuole prendersi le proprie responsabilità. Ed il serial lover? E’colui che vive di emozioni e sensazioni, che dopo la fase dell’innamoramento ha bisogno di novità…non sa amare..forse nemmeno se stesso. Alla ricerca della felicità e della serenità che forse non troverà mai. Un’eterna ricerca nell’altro, per non guardare dentro se stesso. Si può perdonare un tradimento? Se un tradimento viene perdonato, spesso si tratta di un perdono incompiuto, vale a dire si crede di aver perdonato ma invece la ferita è ancora ben viva. In questi casi si perdona soprattutto per la paura della perdita dell'altro, anche se ha tradito. Ma il tradimento finisce per rappresentare uno spartiacque fra un prima ed un dopo della coppia. Ci si accorge che l'eventuale crisi è peggiorata, che non c'è più la stessa intimità, che non si può ritornare al "prima" col colpo di spugna del perdono. Anche il perdono di un tradimento richiede una sua elaborazione, come un lutto.
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